Storia del Canto difonico femminile a Tuva: la storia delle Tyva Kyzy

Il 4 febbraio 2020 conobbi Choduraa Tumat a Venezia, presso l’università Ca’ Foscari, durante un corso di etnomusicologia. Da quel...
canto difonico femminile

Il 4 febbraio 2020 conobbi Choduraa Tumat a Venezia, presso l’università Ca’ Foscari, durante un corso di etnomusicologia. Da quel momento rimanemmo in contatto e mi raccontò lo sviluppo del canto difonico femminile a Tuva, e poi nel mondo. I suoi racconti mi affascinarono soprattutto perché, durante i miei corsi, mi venne spesso posta questa domanda: “Le donne possono cantare con i timbri gutturali?”. La risposta da dare è chiaramente sì, dato che l’anatomia vocale femminile non è così diversa da quella maschile, ma il punto interessante, semmai, è quello di riuscire a rispondere a questa domanda tenendo conto di com’è intricata la cultura che circonda il mondo del canto, risalendo al perché ci sono stati pregiudizi di genere e, talvolta, tabù insospettabili e non sempre dichiarati che hanno negli anni ostacolato una pari diffusione del canto gutturale al maschile e al femminile. In questo articolo vedremo cosa accadde a Tuva e cosa possiamo imparare da quella situazione ormai appartenente al passato.

canto difonico femminile

Il gruppo Tyva Kyzy (che in lingua tuvana significa “Figlie di Tuva”) è riconosciuto come il primo, e ancora oggi unico, ensemble totalmente femminile dedicato al canto difonico tuvano, denominato “khöömei“. Lo khöömei è stato, ed è tuttora, un tipo di canto caratterizzato da esponenti prevalentemente maschili.

Nel ricco e brillante panorama timbrico dei gruppi folklorici maschili, Tyva Kyzy resta l’unico ensemble femminile a eseguire il khöömei. Tra i primi anni Novanta e i primi Duemila, il canto difonico femminile suscitò nella comunità locale reazioni molto diverse: ammirazione, sorpresa, diffidenza e, in alcuni casi, persino rifiuto. Oggi, invece, le donne hanno più spazio per esprimere il proprio talento e, grazie all’attività di Tyva Kyzy e di altre interpreti, il khöömei femminile ha raggiunto una maggiore visibilità, non solo in Tuva ma anche all’estero.

Il khöömei tuvano si distingue dalle altre forme di canto difonico dell’Asia centrale per la varietà degli stili, la complessità tecnica, la precisione esecutiva e le sue peculiari qualità performative. In Tuva, uomini e donne possono eseguire gli stessi stili di khöömei; tuttavia, la domanda su quando le donne abbiano iniziato a praticarlo continua a ricevere risposte diverse tra studiosi, ricercatori e performer.

Quali tabù limitavano il Canto difonico femminile?

Secondo alcune tradizioni tuvane, alle donne era vietato praticare il khöömei, poiché si riteneva che potesse nuocere alla salute dei parenti maschi o causare difficoltà durante il parto. Questi tabù hanno spesso limitato l’espressione di donne dotate di particolare talento naturale; in caso di trasgressione, i familiari potevano perfino imporre loro di smettere di cantare.

Le donne hanno sempre cantato khöömei?

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L’analisi storica della musica tuvana mostra però che le donne hanno praticato il khöömei da molto tempo. Alcune lo hanno conservato in ambito privato, cantando nella natura o per sé stesse. Esistono tuttavia anche testimonianze di interpreti di Canto difonico femminile che si esibivano pubblicamente, eseguendo stili come khöömei, sygyt e kargyraa davanti alla comunità tuvana, che le accoglieva positivamente. È stato inoltre dimostrato che le donne possono praticare quest’arte senza conseguenze dannose per la salute o per la maternità.

Chi fu Choldak-Kara Oyun?

Tra queste figure emblematiche spicca Choldak-Kara Oyun, considerata una vera leggenda vivente. Madre del celebre cantante difonico Soruktu Kyrgys (inizio del XX secolo), era moglie di un fabbro e madre di famiglia. Cantò khöömei per tutta la vita: durante le attività quotidiane, nella mungitura, nel canto delle ninne nanne e talvolta persino durante il consumo dell’araga tuvano. Anche l’attrice Kara-Kys Namzatovna Munzuk, figura importante della cultura tuvana, ricordava questa donna, antenata del proprio marito.

Com’era la vita quotidiana delle donne tuvane?

In passato, la vita delle donne tuvane era segnata da un carico di lavoro molto pesante: gestione della casa, educazione di numerosi figli, produzione di abiti e calzature in pelle, preparazione del cibo, coltivazione dei cereali e cura del bestiame. In queste condizioni, trovare tempo per il khöömei o per la pratica strumentale era difficile. Dall’antichità a oggi, il khöömei ha sempre trasmesso sensazioni di calma ed energia positiva, indipendentemente dal genere di chi lo esegue.

Come cambiò la scena con l’epoca sovietica?

Durante l’epoca sovietica, la presenza femminile sul palco era rara, salvo alcune eccezioni in occasione dei festival repubblicani. Un caso significativo è quello di Valentina Chuldum, originaria di Mongun-Taiga, che nei primi anni Novanta intraprese tournée in Europa, aprendo la strada a una nuova generazione di musiciste. Con l’avvio dei Simposi Internazionali di khöömei, le donne ottennero finalmente l’opportunità di esibirsi pubblicamente.

Cosa disse Khunashtaar-ool Oorzhak sul Canto difonico femminile?

Come affermava Khunashtaar-ool Oorzhak (1932–1993), figura eminente del khöömei tuvano, in un articolo pubblicato sulla rivista khöömei nel 1995: «Abbiamo anche interpreti femminili di khöömei. Se mi si chiedete cosa ne penso, rispondo che le considero positivamente e le sostengo. Non vi è nulla di negativo, poiché queste voci provengono dalla natura e da madre terra. Ed io offro loro ben volentieri la mia consulenza. Le voci femminili sono particolari, belle e uniche». Nello stesso articolo, Oorzhak esprimeva anche l’idea della possibile creazione di un ensemble di canto difonico femminile khöömei.

Come nacque l’ensemble Tyva Kyzy?

Senza conoscere questa posizione, nel maggio 1998 alcune musiciste formarono, sotto la guida di Choduraa Tumat, un gruppo interamente femminile composto da Valentina Chuldum, Shonchalai Oorzhak, Tatiana Saaya, Ailanmaa Damyran, Choduraa Tumat, Azimaa Kuzhuget e Ailan Ondar. Il gruppo fu chiamato Tyva Kyzy, in linea con il desiderio espresso da Oorzhak. Nel luglio dello stesso anno, l’ensemble si esibì per la prima volta al III Simposio Internazionale di khöömei a Kyzyl. La stampa descrisse quella partecipazione come un “atto coraggioso di donne delicate”.


Formazione e repertorio

Il gruppo si distingue per l’originalità del repertorio e della strumentazione. Il repertorio è composto soprattutto da canti tradizionali, eseguiti con strumenti tipici e arrangiati in modo da preservarne l’autenticità culturale tuvana. Dal 1999, Tyva Kyzy ha preso parte con successo a numerosi festival internazionali e ha tenuto concerti in diversi paesi.

Le voci delle due principali soliste si distinguono per timbri diversi e non sovrapponibili, che si integrano tra loro senza imitazione. Le figure centrali nello sviluppo del khöömei femminile, Choduraa Tumat e Ailanmaa Damyran, incarnano la tradizione esecutiva dei canti popolari e si accompagnano con strumenti nazionali. Il loro repertorio comprende diversi stili di canto difonico tuvano: sygyt, kargyraa, khöömei, borbannadyr ed ezengileer.

L’ensemble è accompagnato da strumenti tradizionali come igil, byzaanchy, doshpuluur, chadagan, khomus, shoor e dungur, suonati da giovani musiciste e khöömeizhi: Sholbana Belek-ool, Ayzaana Khovalyg, Olcha Tumat, Alltynai Khuurak e Ailang Ondar. Questi musicisti hanno ottenuto riconoscimenti in festival internazionali, tra cui il “MIR SIBIRI” (2012), il concorso repubblicano “khöömei” (2013) e il secondo premio al VI Simposio Internazionale etnomusicologico “khöömei come fenomeno culturale dei popoli dell’Asia centrale”.

Qual è l’impatto del Canto difonico femminile oggi?

Il canto difonico femminile a Tuva è un fenomeno in continua evoluzione. Senza il contributo decisivo delle musiciste di Tyva Kyzy, è plausibile che questa pratica non avrebbe raggiunto l’attuale visibilità, né in Tuva né nel più ampio contesto centroasiatico. Parallelamente, cresce anche l’interesse della comunità scientifica internazionale, con studi sempre più numerosi dedicati alla storia e all’analisi del canto difonico femminile.

Oggi si può affermare che, grazie all’impegno artistico e alla dedizione delle musiciste, il prestigio delle cantanti difoniche nella Repubblica di Tuva è cresciuto notevolmente. Nel panorama della musica etnica e del canto difonico, Tyva Kyzy rappresenta uno degli sviluppi più significativi della cultura del khöömei tuvano.

L’esperienza delle Tyva Kyzy ha avuto un valore importante anche oltre i confini di Tuva, perché ha mostrato che il canto difonico femminile può avere una piena legittimità artistica e culturale. Il loro esempio ha incoraggiato altre cantanti a intraprendere questo percorso, contribuendo a rendere più visibile la presenza femminile anche in altri contesti dell’Asia centrale, compresa la Mongolia. Un effetto simile si è visto anche in Sardegna, dove alcune voci femminili hanno iniziato ad avvicinarsi al canto a tenore, e in diversi paesi dell’Europa orientale, dove si sono sviluppate nuove forme di interesse e pratica per i canti difonici. Le Tyva Kyzy hanno quindi contribuito fortemente ad offrire un esempio significativo alle donne di tutto il mondo, incoraggiandole a esplorare più a fondo le possibilità del canto difonico e gutturale.

Qual è la situazione attuale del canto difonico femminile?

Gli esempi da seguire ci sono sempre stati, da ben prima degli anni 90, ma la relativa diffusione è stata ben più lenta rispetto ai modelli maschili. Ora, grazie a internet ma soprattutto al lavoro di divulgazione, soprattutto da parte delle praticanti donne di canto gutturale da tutto il mondo, la situazione è verso un ben più saldo equilibrio, che porterà a cancellare la domanda “le donne lo possono fare?”.

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    Giovanni Bortoluzzi

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